La mortalità nella seconda metà del 18° secolo nelle città europee era quattro volte più alta che ai giorni nostri. Vienna, con una popolazione di circa 270.000 persone, aveva un tasso di mortalità del 43 per mille. Il principale motivo era il largo numero di malattie presenti al tempo, come il vaiolo, il tifo, la scarlattina e, nei bambini, la diarrea. Inoltre, infezioni croniche come la tubercolosi e la sifilide aumentavano il numero di morti. L’allattamento al seno da parte delle madri non era popolare, così le donne appartenenti alla classe media e nobile facevano ricorso a nutrici per i propri figli, le quali appartenevano alle classe meno abbienti e, spesso, erano portatrici esse stesse, di malattie. Un altro metodo utilizzato erano le pappe, costituite da pane bollito in acqua o birra con l’aggiunta di zucchero. Mozart possedeva errate nozioni a riguardo, come testimonia una lettera scritta al padre nel giugno 1783 in occasione della nascita del primo figlio, Raimund Leopold, nella quale s evidenzia come fosse contrario all’allattamento al seno e che avrebbe voluto che il bambino fosse nutrito solo a pappe, come fu per lui e per sua sorella. Fortunatamente, cedette alle insistenze della suocera, ed il figlio fu affidato alle cure di una nutrice, anche se, purtroppo, non servì a molto, in quanto il piccino visse solo 4 settimane. Le terapie utilizzate all’epoca erano scarsamente efficaci. Guadualmente, le nozioni derivanti dalla medicina medievale venivano scartate, ma al loro posto esistevano poche alternative. Ad esempio, il chinino, sotto forma di corteccia peruviana era usato contro la malaria; l’oppio era l’unico analgesico conosciuto, mentre il mercurio veniva utilizzato contro la sifilide. La digitale non venne conosciuta fino alla fine del secolo. Inoltre, era ancora in voga la teoria umorale della malattia che prevedeva l’asporto di fluidi corporei al fine di espellere gli umori cattivi e ripristinare quindi l’equilibrio. Quindi, si utilizzavano largamente emetici, lassativi, clisteri e salassi. Data la scarsità di risultati della medicina ufficiale, i rimedi faidatè erano largamente utilizzati, e la famiglia Mozart non ne era affatto esente.
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